Archivi del mese: agosto 2017

Si è tenuta lunedì 28 agosto, all’ARAN, una riunione che ha visto la partecipazione di molte confederazioni, tra cui la CODIRP, cui DIRETS aderisce.
L’incontro è stato introdotto da Sergio Gasperini, presidente dell’ARAN, che ha illustrato le principali questioni all’ordine del giorno.

RISORSE ECONOMICHE:
Priorità ha il tema delle risorse economiche: come fare ad affrontare l’aumento contrattuale di 85,00 euro previsto dall’accordo del 30 novembre e l’incidenza sul bonus degli 80,00 euro? Dovrà essere un tavolo con le OO.SS. a valutare l’impatto degli aumenti, anche sul bonus.

WELFARE:
Sembrerebbe che ci siano dei margini per superare la differenza di trattamento fiscale tra pubblico e privato. Risulterebbero delle possibilità di estensione infatti anche al lavoro pubblico della defiscalizzazione prevista nel privato. È necessario quindi che il tavolo con le organizzazioni sindacali lanci un segnale su questo importante tema.

PARTECIPAZIONE SINDACALE:
Altro problema messo in luce da Gasperini è stato quello della partecipazione sindacale e dell’individuazione delle materie che il Tavolo reputerà di dover affidare alle diverse forme di partecipazione.

Per agevolare la discussione in merito al primo punto durante la riunione è stata distribuita ai partecipanti una tabella, in cui erano indicati i 12 precedenti comparti di contrattazione, e un documento con l’indicazione della platea dei lavoratori interessati al bonus (con una retribuzione compresa tra i 24mila e i 26mila euro complessivi annui), per ciascun comparto. La fonte dei dati economici è la Ragioneria Generale dello Stato. Questi lavoratori, che fruiscono del bonus fiscale, per ogni euro di incremento retributivo cedono 48 centesimi.

Sono stati due gli scenari prospettati dal presidente Gasperini:
1)    Gli 85,00 euro di aumento ancora non sono presenti. L’accordo stipulato il 30 novembre prevedeva che questi venissero aggiunti al bonus. Per questa ragione si devono cercare ulteriori risorse disponibili per una cifra di almeno 88,60 euro.
2)    Un altro scenario potrebbe venirsi a creare nel caso in cui i benefici contrattuali contribuiscano alla diminuzione della platea dei beneficiari degli 80,00 euro dovuta all’incremento degli stipendi. In questo caso il costo del bonus fiscale diminuirebbe mano mano, e quindi la spesa inferiore potrebbe andare a coprire l’aumento per le risorse contrattuali.

L’ARAN non si è detta in accordo con la proposta per cui sarebbero previsti incrementi contrattuali maggiori per le fasce di lavoratori che usufruiscono del bonus: questa soluzione infatti altererebbe la scala parametrale delle retribuzioni contrattuali. Una soluzione invece potrebbe essere che, accanto all’aumento contrattuale fisso, venga messa in busta paga una voce distinta, diversa da quella relativa allo stipendio.
Ma a valutare l’effetto dei bonus fiscali sugli incrementi contrattuali, precisa l’ARAN, devono essere le parti.

Le varie confederazioni presenti al tavolo hanno espresso il loro parere in merito al tema.

Per la CODIRP la partecipazione sindacale è fondamentale. Ma cosa si intende con questo concetto? Al tavolo sarà necessario affrontare anche il tema delle relazioni sindacali. I temi importanti sono: il welfare aziendale, l’organizzazione e gli incarichi dirigenziali ma è necessario discutere anche della defiscalizzazione, che è un altro passaggio di rilievo. Il tavolo deve e può affrontare dei criteri generali per le sezioni, sia nei comparti che nelle aree. Difficilmente invece potrà essere risolto il tema del bonus degli 80,00 euro perché non sono chiari gli effetti di questa manovra anche sui contratti futuri.

Ha concluso la discussione il presidente dell’ARAN Sergio Gasperini che ha sottolineato che la prima difficoltà è l’assenza dell’iscrizione nella legge di stabilità di più della metà delle risorse necessarie. All’appello alla concretezza, ha detto Gasperini, si risponde con un comparto del tavolo funzioni centrali che si riunirà già il 31 agosto e che affronterà il tema della partecipazione sindacale.

 Le ultime novità in Gazzetta e l’analisi  di Silvana de Paolis in un’intervista ad “Affari Italiani”.
Dirigenza pubblica: prevalga il merito. Le ultime novità in Gazzetta

 Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 18 agosto,  dopo aver acquisito l’intesa in sede di Conferenza permanente per i  rapporti tra Stato, Regioni e  Province  autonome, il Dpr 126/17   che fissa i criteri generali per l’attribuzione dei punteggi ai soggetti idonei alla dirigenza sanitaria inseriti nell’elenco nazionale.

La disposizione fa parte del pacchetto di attuazione della Riforma della Pa in esecuzione della legge delega n. 124/2015 che all’ articolo 11, comma 1, lettera p ) ha previsto la fissazione di  principi e criteri direttivi relativi alla dirigenza sanitaria specificamente per le figure di direttore generale, direttore amministrativo e  direttore sanitario nonché, ove previsto,  di direttore dei servizi socio-sanitari.

L’alta dirigenza sanitaria si svincola così dall’ampia discrezionalità di nomina e viene regolata secondo principi di professionalità e  merito. Sul totale di 100 punti, 60 punti  vengono assegnati per l’ esperienza professionale e 40 per i titoli formativi e professionali che abbiano attinenza con le materie del management e della direzione aziendale.

Si precisa poi che per “esperienza dirigenziale” si intende solo l’ attività, svolta nel settore pubblico o privato, di direzione dell’ ente o di una delle sue articolazioni, purché risulti da formale incarico e comporti autonomia organizzativa e gestionale, nonché diretta responsabilità di risorse umane, tecniche o finanziarie. Sono espressamente escluse le funzioni di mero studio, consulenza e ricerca.

Certamente un passo avanti verso una buona la sanità che è un bene fondamentale, garantito dalla Costituzione e per la quale vanno assicurati livelli di assistenza uguali sul territorio e quindi fatte scelte tecniche il più possibile svincolate dalla politica.

Ci si chiede perché gli stessi principi non siamo esportabili anche per la restante dirigenza pubblica; perché di contro nell’ amministrazione di stato, regioni, enti locali più si va in alto nel vertice organizzativo più ampie sono le discrezionalità di scelta e la fiduciarietà politica negli incarichi.

E’ come dire che per gestire una Azienda Sanitaria c’è bisogno di merito, professionalità e competenza, mentre per gestire una Direzione Regionale (per esempio la Direzione Regionale della Sanità ) basta una persona di fiducia del Presidente di turno. Forse un Ministero o una Regione sono macchine meno complesse di una ASL?

Più si va in alto  nei vertici, più pare ci si dimentica di tenere conto dell’esperienza dirigenziale per privilegiare l’appartenenza e la consonanza politica.

Così è accaduto che in una regione tutte le cariche apicali sono state conferite senza neanche una procedura pubblica, ma per totale discrezionalità politica, secondo una legge regionale antecedente alla riforma; in un’altra è stato conferito un incarico apicale ad un soggetto che non ha mai svolto funzioni dirigenziali essendo in precedenza  semplice funzionario; in un’altra ancora si è dovuto arrivare a cambiare la procedura perché tutti gli incarichi dirigenziali venivano gestiti dal Direttore generale soggetto totalmente fiduciario della politica.

Se si vuole veramente riformare la pubblica amministrazione e combattere la corruzione che “spuzza”, come ha detto Papa Francesco, si deve ripartire dalla dirigenza e dalla normativa sul conferimento degli incarichi. Per tutti ci devono essere scelte improntate al merito e alla professionalità, concorsi pubblici, senza  incarichi esterni a soggetti che non sono mai stati dirigenti nel settore pubblico o privato e tanta trasparenza. La riforma madia si è bloccata proprio sulla dirigenza e da qui che si deve ripartire: aspettiamo con fiducia il rinnovo del contratto di lavoro specialmente per la parte normativa sugli incarichi dirigenziali.

Silvana de Paolis
Segretario Nazionale Area DIRER-SIDIRSS
Federazione DIRETS