Archivi del mese: giugno 2018

Utilizzo graduatorie di altri Enti: vincoli e condizioni

I magistrati contabili del Veneto, con la deliberazione 189/2018, pubblicata sul sito della sezione regionale di controllo, dopo aver richiamato i vincoli di spesa e assunzionali generali cui sono soggette le tutte le amministrazioni pubbliche e quelli specifici per le amministrazioni locali, hanno ribadito che l’istituto della mobilità volontaria è da preferire allo scorrimento delle graduatorie per ragioni di contenimento della spesa: con la mobilità, infatti, la copertura dei posti si consegue attraverso un’ottimale redistribuzione di personale pubblico già in servizio, mentre con lo scorrimento, pur trattandosi di procedure già espletate, si determina comunque la provvista “aggiuntiva” di nuove risorse umane.

La mobilità, dunque, va obbligatoriamente attivata in via prioritaria anche quando l’amministrazione intenda ricorrere allo scorrimento di graduatoria (propria o di altra amministrazione).

Il principio della preclusione dell’utilizzo della graduatoria per la copertura di posti di nuova istituzione deve essere esteso, per analogia, anche alle ipotesi nelle quali anziché alla propria graduatoria, che potrebbe non esservi od essere scaduta, si voglia ricorrere a quelle di altre amministrazioni mediante convenzione.

Ciò al fine di escludere modifiche di organico finalizzate a favorire candidati già noti.

LEGGI QUI LA DELIBERAZIONE SU MOBILITA’ E GRADUATORIE DELLA CORTE DEI CONTI – SEZ.REG.LE CONTROLLO VENETO n°189-18 su mobilità e graduatorie

Mercoledì 20 giugno la Fedirets ha incontrato il presidente del Comitato di Settore Regioni-Sanità, Sergio Venturi, Assessore alla Sanità della Regione Emilia Romagna. La delegazione era rafforzata dalla presenza del segretario generale della COSMED, Giorgio Cavallero.

In apertura il segretario COSMED ha ribadito le scelte che le confederazioni all’unanimità hanno condiviso nel CCNQ del 13 luglio 2016 in merito all’Istituzione dell’Area Funzioni locali, che – riunendo i dirigenti tecnici, professionali e amministrativi di Sanità, Regioni, Agenzie ed Enti locali e i segretari comunali e provinciali – rappresenta un fatto nuovo nella dirigenza tecnico-amministrativa della P.A. dei territori e, in contrasto con vari tentativi di frammentazione ed enfatizzazione delle differenze,  tende a mettere a fattor comune i prevalenti elementi omogenei del relativo status professionale.

Con gli interventi degli altri componenti della delegazione, si è poi entrati nel merito dei contenuti della piattaforma sindacale in precedenza consegnata al Comitato di settore,  e in particolare sulla necessità di bloccare le riorganizzazioni selvagge e lo strisciante spoil system che colpisce i dirigenti, non solo apicali, ad ogni cambio di vertice; sulla cogenza ed il rispetto dei contratti individuali sottoscritti dai dirigenti; sui limiti e i requisiti di professionalità ed esperienza da richiedere ai dirigenti “esterni” per evitare disparità di trattamento; sulla omogeneizzazione e la certezza di tempi e procedure per il conferimento degli incarichi, da attuare secondo principi di competenza, trasparenza e pari opportunità;  sulla reale efficacia dei sistemi di valutazione per riconoscere e premiare il merito in modo oggettivo  e con tempi certi; sulla semplificazione dei trattamenti economici e della gestione dei fondi contrattuali.

Il presidente, dopo aver ascoltato i vari interventi, ha confermato la disponibilità di tutte le risorse relative all’incremento del 3,48% del monte salari e ha informato che nella riunione tenutasi prima dell’audizione, il Comitato ha deciso di procedere all’elaborazione dell’Atto di indirizzo anche tramite confronto con il Comitato di settore Autonomie locali e che pertanto si è formalmente avviato l’iter per il rinnovo del CCNL 2016-2018 Area Funzioni locali, sui tempi di realizzazione del quale non è stato al momento in grado di fare previsioni, proprio per la complessità del lavoro richiesto e la molteplicità dei soggetti coinvolti.

Dal tenore della discussione, esce rafforzata la scelta del sindacato unitario Fedirets che con coraggio ha portato alla creazione di un unico soggetto, il più rappresentativo, nell’Area Funzioni locali, che diventerà il principale interlocutore al tavolo delle trattative.

La presenza, negli Enti, Agenzie ed Aziende dell’Area, di una significativa componente di dirigenza gestionale assieme a nuove professionalità emergenti (ad esempio dirigenti ambientali, ingegneri clinici, ingegneri gestionali, esperti di tecnologie dell’informazione e della comunicazione, ecc.) costituisce infatti una risorsa indispensabile, che va tutelata e fatta crescere, per la qualità dei servizi e delle attività di quei settori della P.A. maggiormente a contatto con gli utenti finali.

Gli organi statutari di FEDIRETS si sono riuniti venerdì 8 giugno u.s.,  ed è stato siglato un importante comunicato di protesta rivendicando una rapida apertura del tavolo contrattuale del triennio 2016-2018.

 

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Il Presidente del Consiglio Regionale Lazio ha chiesto un parere in merito alla corretta definizione del quadro normativo in materia di facoltà assunzionali riconosciute alle pubbliche amministrazioni, in vista dell’adozione degli atti programmatori finalizzati all’eventuale assunzione di personale.

I magistrati contabili del Lazio, con deliberazione 21/2018 (LEGGI QUI  LA DELIBERAZIONE) pubblicata sul sito della sezione regionale di controllo il 7 maggio, hanno ricostruito l’articolata disciplina in merito alle capacità assunzionali delle pubbliche amministrazioni, evidenziando la distinzione tra il profilo della dirigenza e quello del personale non dirigenziale, tenuto conto del disposto dell’articolo 3, comma 5, del d.l. 90/2014.

“Ne discende che, in sede applicativa, l’Ente dovrà procedere a quantificare in budget distinti le capacità assunzionali dell’una e dell’altra tipologia di personale, che pure andranno distintamente utilizzate in sede di eventuali assunzioni.

Il detto principio di differente trattamento delle capacità assunzionali tra personale di qualifica dirigenziale e di comparto dovrà essere coerentemente osservato anche in sede di computo degli eventuali resti del triennio precedente, allorché sussistano anche tutti gli altri presupposti normativamente fissati per l’esercizio in concreto dell’utilizzo dei resti.”

I magistrati contabili evidenziano, inoltre, il rispetto non solo dei principi di selettività, trasparenza ed adeguato accesso dall’esterno, codificati dall’art. 35 del decreto legislativo n. 165/2001, ma anche, indefettibilmente, la necessità di una puntuale programmazione del fabbisogno di personale.

In assenza di programmazione non è possibile procedere ad assunzioni e neppure usare le capacità assunzionali finanziate con il cumulo delle risorse relative alle cessazioni non utilizzate del triennio precedente.