Gazzetta Amministrativa

Di Maio: “Sindacati si autoriformino o ci pensiamo noi”.  Il candidato premier del M5s va allo scontro con le Confederazioni

Giù le mani dai sindacati !!!

I sindacati sono associazioni liberamente costituite e tutelate direttamente dalla Carta Costituzionale dello Stato Italiano. Si autoriformano solo per volontà dei propri associati che ne determinano democraticamente gli organi e i soggetti rappresentativi. Troviamo inaccettabili questi avvertimenti, espressioni solo di nostalgiche voglie di potere assoluto conosciute purtroppo in Italia nel XX secolo. La politica vorrebbe metter nell’angolo i sindacati stringendoli tra le parti datoriali ed uno Stato non più neutro rispetto alle posizioni dei “sindacati” e dei “padroni” posizioni che, normalmente, esprimono tesi sociali ed economiche divergenti.Riportiamo l’articolo di stampa tratto da “Repubblica Web” di ieri 30 settembre contenente le dichiarazioni del Deputato del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio al Festival del Lavoro a Torino

TORINO –  “Se il Paese vuole essere competitivo le organizzazioni sindacali devono cambiare radicalmente. Dobbiamo dare possibilità alle associazioni giovanili di contare nei tavoli contrattazione, serve più ricambio nelle organizzazioni sindacali. O i sindacati si autoriformano o, quando saremo al governo, faremo noi la riforma”. Al Festival del Lavoro a Torino Luigi Di Maio, candidato premier del Movimento 5 Stelle, non usa mezzi termini e lancia un avvertimento chiaro ai sindacati: “Un sindacalista che prende la pensione d’oro o finanziamenti da tutte le parti ha poca credibilità per rappresentare un giovane di trent’anni”. Toni che a molti sembrano una riedizione dello scontro che ha opposto Renzi-premier alle Confederazioni, in particolare la Cgil.

  • CAMUSSO: “LINGUAGGIO AUTORITARIO E INSOPPORTABILE”

Immediata la replica di Susanna Camusso, leader Cgil: “Linguaggio autoritario e insopportabile – commenta –  non è il primo che lo dice (di riformare i sindacati, ndr). Ce n’è stato un altro che poi ha fatto il jobs act”. “Di Maio – continua – dimostra tutta la sua ignoranza ma insieme l’arroganza di chi crede che il pensiero sia solo di chi governa e non riconosce la rappresentanza. Stiamo tornando all’analfabetismo della Costituzione perché la libertà di associazione è un grande principio costituzionale”. “Di Maio dice cose che non sa. Non sa come è fatto un sindacato, non sa che non è un’organizzazione statuale di cui decidi le modalità organizzative, è una libera associazione. Non sa che il sindacato cambia in continuazione, perché a differenza di altri soggetti, è radicato nei luoghi di lavoro ed è composto da decine di migliaia di militanti”. Camusso conclude affermando che “il segno è quello di ridurre la partecipazione alla democrazia”.

  • POLETTI: “RISPETTARE L’AUTONOMIA DEI SINDACATI”

“I sindacati – commenta il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti – hanno la loro autonomia e la loro responsabilità, credo vada rispettata perché sicuramente sanno, per la storia che hanno alle spalle, qual è la situazione che vivono. Quindi valutano ogni giorno, ne sono certo, il dato di adeguatezza che è presente. Una delle regole del funzionamento della democrazia è il rispetto delle sfere di competenze e responsabilità di ognuno – dichiara – tutte le organizzazioni sociali della rappresentanza devono sempre interrogarsi sulla loro efficacia, efficienza e piena corrispondenza rispetto alle aspettative che rappresentano”. “Ma quello di interrogarsi al proprio interno sulla propria funzione ed efficienza – aggiunge – non è un tema dei sindacati. È un tema che riguarda tutte le organizzazioni sociali in un mondo come questo che sta cambiando rapidamente”. E questo “specialmente laddove hai una funzione di rappresentanza e di relazione con i cittadini devi sempre chiederti se sei organizzato, su come svolgi la tua funzione, e se è adatta al momento”.

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